Project Description

Progetto per un Documentario
di Daniele Cini e Claudia Pampinella

Sognate in grande, sempre, e fate almeno un tentativo prima di lasciare perdere.
Non tutte le idee si trasformano in imprese, ma provateci sempre. Potrete imparare e crescere.
Selene Biffi, 35 anni, imprenditrice sociale

Selene Biffi ha fondato la sua prima startup sociale a 22 anni, Youth for change, con appena 150 euro, offrendo corsi online gratuiti a ragazzi di 130 Paesi del mondo. E da allora non si è più fermata.
Nel 2009 viene inviata dalle Nazioni Unite in Afghanistan per realizzare un sussidiario per le scuole, ma subito intuisce che può fare qualcosa di meglio.
Quando ritorna a Kabul, nel 2013, inventa un’Accademia per cantastorie, con l’idea di preservare il patrimonio orale dell’Afghanistan e valorizzare l’educazione in un Paese dove il tasso di analfabetismo è superiore al 30% ed è difficile studiare sotto la costante minaccia di attentati. Infatti, appena arrivata a Kabul nel 2013, per un puro caso scampa a un attentato in cui perdono la vita due sue colleghe.
Questo evento la spinge ancora di più a insistere nel suo lavoro di formazione e informazione:

Sui social viaggiavano notizie non attendibili e piene di odio. Facevo fatica a spiegare a casa come la situazione in Afghanistan fosse molto più complessa di quanto si vedesse in televisione o nei commenti agli articoli online.

Da quella prima esperienza a Kabul, già nel 2010 Selene crea una seconda Ong, Plain Ink, che produce e distribuisce libri di testo a fumetti per bambini in Italia e India, dove si converte all’induismo e vince il Mother Teresa Memorial Award.

Dopo le esperienze in India e a Kabul, diventa consulente Onu, che le affida il compito di realizzare un incubatore di startup in Somalia che sarà inaugurato nel giugno del 2019.
A partire da qui, lavorando a Mogadiscio in un container, Selene realizza una piattaforma di chatbotproprio per contrastare gli hate speech e la disinformazione online. Nasce Loudemy: un algoritmo che connettendo diversi social aiuta a smentire le fake news.

Dal 2009 è Young Global Leader al World Economic Forum. Per il suo lavoro ha ricevuto oltre quaranta fra premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il Rolex Award for Enterprise. La sua storia dimostra che ‘non bisogna essere straordinari per fare cose straordinarie’.

LINK E ARTICOLI

Selene Biffi: la maestra che apre in Somalia un incubatore di startup
L’impegno di Selene Biffi: creare opportunità per migliorare la qualità della vita nei Paesi poveri(di Cinzia Ficco, su Democratica, 14 dicembre 2016)
Selene Biffi, l’imprenditrice sociale che prova a cambiare il mondo (su Youmanist, 10 aprile 2018)
Selene Biffi racconta Loudemy, chatbot contro l’hate speech (di Margherita Mascolo, su Mangiatori di Cervello, 8 Agosto 2017)
Troppo odio on line: un’italiana in Somalia crea una piattaforma che cambia i post pieni di insulti(di Eleonora Chioda, su Millionaire, 6 Luglio 2017)


SINOSSI PER UN DOCUMENTARIO (45′) Per raccontare la storia di Selene Biffi, vale la pena partire dal container dove oggi a Mogadiscio, capitale della Somalia, sta lavorando alacremente per le Nazioni Unite in un progetto di incubatore per startup: progetti di financing, energie rinnovabili, comunicazione, salute che coinvolgono oltre 500 persone, sfollati dalla guerra e dalle epidemie di colera.
L’idea è di mettere subito in evidenza almeno due aspetti che caratterizzano la personalità di questa imprenditrice, maestra, startupper, ricercatrice italiana di 35 anni: il suo coraggio, nell’impegnarsi fino in fondo nelle zone più a rischio del pianeta e la sua contemporaneità, la sua capacità di muoversi, attraverso le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi digitali, nei territori più avanzati della comunicazione e dell’e-learning.

Il linguaggio del documentario prenderà in prestito anche questa cultura, che non è semplicemente aggiornata e attenta a mettere insieme produttività con innovazione, ma è fortemente impregnata di un’etica sociale che è il motore principale delle sue idee, in ascolto con i bisogni dei giovani che si è proposta di aiutare, proponendo una diversa visione del mondo.

L’uso del fumetto, della tradizione dei cantastorie, da un lato, delle piattaforme digitali, le tecniche contemporanee di storytelling, dall’altro, dovranno essere utilizzati anche da noi nello stile racconto.

La seconda tappa da raccontare nella sua vita, andando un po’ a ritroso nella sua storia, è il lungo soggiorno a Kabul: la vicenda del suo arrivo per scrivere un sussidiario di scuola elementare; la sua svolta in seguito ad un tremendo attentato in cui perdono la vita due sue colleghe nel luogo dove avrebbe dovuto anche essere lei e infine la nascita della Quessa Academy, la prima scuola per cantastorie tradizionali, che oggi conta già 51 ragazze ed è già al suo sesto anno di vita. Raccontare i corsi, gli esami, la festa dei diplomi e gli stage di formazione che le diplomate fanno nelle televisioni e nelle radio locali.
Tornando in Italia, comincia l’esperienza di Plain Ink, una piattaforma che crea storie e produce libri e fumetti in Italia, India e Afghanistan, orientati a scopo educativo.

Scopriamo anche la storia familiare di Selene: l’importanza dell’esempio dei suoi genitori che, sul finire degli anni ’90, hanno cominciato ad impegnarsi per i meno fortunati a Jalilpur, una bidonville di diecimila abitanti nei pressi di Varanasi, la città sacra indiana. E che in vent’anni, con grandi sforzi personali ed economici, hanno costruito un ospedale che oggi offre oltre 11mila visite e operazioni gratuite ai poveri e mantengono agli studi quasi 400 bambini.
Una famiglia semplice di piccoli commercianti di Mezzago, in Brianza, ma che ha avuto un ruolo determinante nella sua formazione, forse persino nella sua fede indù.

Perché l’India è un altro luogo di elezione di Selene, dove ha ricevuto uno dei tanti premi della sua carriera, che porta il nome di una donna che forse ha avuto un peso nella sua stessa scelta di vita: Madre Teresa di Calcutta.

Il nostro racconto deve viaggiare, usando tutti gli stimoli che ci suggerisce la creatività di Selene, vorticosamente attraverso il pianeta. Cercando di trasmettere l’energia travolgente di questa giovane donna, che prova ogni giorno a rendere il nostro mondo migliore. Con uno sguardo che a volte sembra venire dalla Luna: chissà, forse era scritto nel suo nome.